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4 strategie che aumentano il ROI degli annunci pubblicitari

Ogni imprenditore o professionista che investe i propri soldi facendo annunci pubblicitari si aspetta di ottenere un ROI positivo, ovvero un ritorno sull'investimento superiore ai costi sostenuti, anche se putroppo questo non avviene sempre.

Oggi con la presenza di diverse soluzioni che consentono di sponsorizzare i propri prodotti e servizi come i social media, i siti di informazione, le testate giornalistiche, le piattaforme di intrattenimento online, le piattaforme di e-commerce e gli stessi motori di ricerca, fare la scelta giusta non è una cosa facile.

Noi di WebProgetti.it lavorando a stretto contatto con imprenditori e professionisti di diversi settori merceologici abbiamo riscontrato che un approccio multicanale sia on-line che off-line, (quello che viene definito marketing mix) è la soluzione ideale per ottenere le migliori performance in termini di ROI.

Inutile dire che sia la scelta che l'ottimizzazione di ciascun strumento pubblicitario deve essere il frutto di una strategia di marketing ben definita, pianificata e coordinata, perché può essere molto diversa per ogni azienda.

Ogni agenzia di marketing dotata di una certa esperienza sa molto bene che prima di partire con delle campagne definitive è necessaria una fase di test di diversi annunci pubblicitari per capire cosa funziona meglio.

Questo è indispensabile per prendere la giusta direzione su tutta la campagna pubblicitaria, ottenendo sia un engagement migliore che dei milgiori risultati.

I risultati di questi test servono per effettuare l'analisi di alcune metriche indispensabili a costruire una solida strategia di marketing basata su dei risultati statistici e non solo sulle proprie idee.

I 4 segreti della pubblicità profittevole risiedono nella:

1. La creatività degli annunci pubblicitari

Non ci sono scuse, la creatività, ovvero la scelta delle immagini, dei video e del copy della pubblicità sono le basi per una campagna che porta risultati. Infatti i dati mostrano che una creatività efficace incide da sola fino al 50% sul ROI.

Questo vuol dire che se si sbaglia a fare l'annuncio la metà del ritorno sull'investimento pubblicitario è andata in fumo.

A tale proposito una squadra di analisti e ricercatori di Google si è messa a studiare migliaia di annunci nel tentativo di comprendere esattamente che cosa influisce sul rendimento delle pubblicità.

È emerso che questi 4 elementi inseriti nelle proprie creatività, chiamati i Principi ABCD : attenzione, branding , connessione e direzione; sono quelli che hanno fatto la vera differenza.

A conferma di ciò, Nielsen, una società di ricerca indipendente leader mondiale nella fornitura di informazioni e approfondimenti su ciò che i consumatori guardano e comprano, ha effettuato uno studio dove è emerso che gli annunci realizzati sulla base di questi 4 principi hanno abbassato il costo per acquisizione cliente (CAC) e registrato vendite superiori del 30% rispetto a quelli che non lo facevano.

2. La combinazione dei diversi formati degli annunci pubblicitari

La ricerca ha inoltre dimostrato che diversi formati di creatività hanno ottenuto un ROI più elevato.

Le aziende che hanno utilizzato tutti i vari formati disponibili insieme, combinandoli nelle loro campagne pubblicitarie nell'ambito di una strategia di marketing completa, hanno ottenuto più risultati che utilizzare i vari formati separatamente.

Si è inoltre visto che inserire una CTA (call to action) anche nelle inserzioni delle campagne esclusivamente orientate alla sensibilizzazione ed alla consapevolezza dell'efficacia dei propri prodotti o servizi aumenta considerevolmente il tasso di conversione.

Sebbene possa sembrare scontato inserire nelle proprie pubblicità delle CTA al fine di ottenere un ritorno tangibile sull'investimento, ancora oggi molte aziende sottovalutano questa pratica quando si concentrano sulle strategie di informazione e consapevolezza.

3. La copertura e la frequenza degli annunci pubblicitari

Sebbene copertura e frequenza degli annunci siano strettamente correlate tra di loro, ciascuna può incidere sul ROI in modo differente.

La cosa a cui fare particolarmente attenzione è la frequenza, poiché mentre un aumento della copertura tende a mantenere il ROI costante, un aumento eccessivo della frequenza, ovvero quante volte la nostra inserzione viene proposta allo stesso pubblico, produce l'effetto contrario diminuendo l'efficacia degli annunci.

La best practice suggerisce che in media le aziende possono aumentare la frequenza settimanale degli annunci fino a 3 senza rischiare di essere percepiti come troppo invasivi evitando di risultare noiosi agli occhi dei potenziali clienti.

Tuttavia sono stati fatti molti studi che rilevano che una frequenza fino a cinque impressioni a settimana, risulta ancora tollerabile lato esperienza per gli utenti.

Questi parametri ci danno delle preziose indicazioni in merito a quante volte i nostri annunci possono essere mostrati allo stesso pubblico prima di stancarlo.

Tra le 3 e le 5 volte a settimana nella maggior parte dei casi è risultato essere la migliore soluzione.

4. La scelta del pubblico target

Ultimo ma non meno importante, è la targetizzazione del proprio cliente ideale.

Il giusto messaggio, con la giusta offerta al giusto cliente.

Questo è molto semplice da capire, chi vede i nostri annunci influisce direttamente sul nostro ROI.

Ogni prodotto o servizio è rivolto principalmente ad un determinato pubblico demografico, e l'aggiunta di altri segmenti di pubblico in base a interessi e comportamenti può profilare ulteriormente i nostri potenziali clienti.

La profilazione del pubblico inoltre può essere attivata anche in ottica di retargeting e remarketing ad esempio, sulle persone che hanno visitato il nostro sito web, o che addirittura hanno iniziato un acquisto mettendo un prodotto nel carrello che poi non hanno concluso.

Tutte queste pratiche fanno la differenza sul ritorno del nostro investimento pubblicitario.

Uno degli strumenti più utilizzati da chi fa marketing sulla piattaforma Google Ads è sicuramente Insights Finder, mentre scriviamo questo articolo ancora in fase Beta.

Molto utile nel targettizzare il proprio pubblico in base a diversi parametri come interessi, dati demografici e altro, utilizzando segnali aggregati anonimi di Google e YouTube.

Questi dati consentono alle agenzie di marketing di aggiungere nuovi segmenti di pubblico alle loro campagne pubblicitarie nel tentativo si massimizzare il ROI dei propri clienti.

Conclusioni

L'obiettivo principale delle aziende che investono i loro soldi nella pubblicità come quello delle agenzie di marketing che le seguono è quello di migliorare costantemente il ROI.

In questo articolo abbiamo visto come concentrandosi sulle creatività, adottando un mix di formati diversi, calibrando bene sia la copertura del pubblico che la frequenza degli annunci, è possibile ottenere maggiori risultati dai propri investimenti pubblicitari.

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